Fiabe
Ovest Europa

Le bambine e il lupo

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Riassunto: Tre sorelle si mettono una per una in viaggio per visitare la madre malata ma, l’incontro con il lupo, distoglie dall’intento le prime due. La più piccola invece la raggiungerà. Entrambe mangiate dal lupo saranno salvate dai vicini di casa.

C’erano una volta tre fanciulle che vivevano e lavoravano nel paese di Borgoforte.

Un giorno gli giunse la notizia che la madre che abitava lontana si era gravemente ammalata.

La maggiore disse che sarebbe andata a trovarla e preparato un paniere con i cibi preferiti, si mise in viaggio.

Per arrivare al villaggio della madre era necessario attraversare un fitto bosco.

La fanciulla si inoltrò per il sentiero cantarellando tra sé per farsi coraggio.

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Cammina, cammina le si parò davanti un grosso Lupo grigio, era uscito fuori all’improvviso e in piedi sulle zampe di dietro le disse: “Buongiorno bella bambina, dove vai?”

“Vado a trovare mia madre che sta male…” Rispose tremante.

“Cosa le porti?” Domandò ancora il grosso Lupo grigio.

“Cose buone perché guarisca e riprenda le forze!”

“Lascia il cestino e vattene via se non vuoi che ti mangi!” Le disse il Lupo.

Senza farselo ripetere, la ragazza lasciò cadere il cestino e a gambe levate tornò a casa.

Le sorelle vedendola rientrare così presto chiesero cosa le fosse successo.

La ragazza ancora scossa e spaventata raccontò per filo e per segno del terribile incontro, la secondogenita disse che ci avrebbe provato lei.

Preparò il cestino e si mise in viaggio.

Giunta in prossimità del bosco si guardava intorno con circospezione attenta ad ogni soffio di vento o muoversi di foglia ma all’improvviso ecco che le si para il Lupo davanti.

Essendo lei, più piccola della sorella, le sembrava che quell’enorme belva fosse ancora più imponente e minacciosa e senza che le chiedesse niente lasciò cadere il cestino e corse via.

La sorellina minore preparò il suo cestino e senza paura si mise in viaggio.

Arrivata in mezzo al bosco ecco arrivare il Lupo.

La bambina lo guardò tranquilla senza indietreggiare.

“Dove vai?” Le chiese il Lupo.

“Dalla mia mamma che sta male.”

“Cosa le porti, fammi vedere?” Le intimò il Lupo con sguardo grifagno.

La bambina, senza scomporsi, aprì il cestino e ne prese una torta preparata apposta per lui.

Sapendo che lo avrebbe incontrato, infatti, l’aveva farcita con chiodi arrugginiti e appuntiti.

“Tieni mangia!” Disse gettandogliela.

Il Lupo sempre affamato, fece per inghiottirla ma, appena l’addentò si sentì trafiggere la lingua e il palato e scappò ululando di dolore e minacciando vendetta.

La bambina soddisfatta di sé continuò il suo viaggio.

Il Lupo intanto si mise a correre su certi sentieri e scorciatoie che conosceva lui e arrivato a casa della madre delle tre fanciulle, entrò e in un sol boccone se la mangiò.

Oscurò la camera e si mise nel letto coprendosi fin sopra il naso con le coperte.

Passò un’ora ed ecco arrivare la bambina tutta felice.

“Buongiorno mamma, ti ho portato tante cose buone, vedrai che con queste guarirai presto.” Le diceva avvicinandosi al letto.

Arrivata al capezzale e vedendola un po’ meglio però, le disse: “Come sei strana mamma…”

“Sono i mali che ho, bambina mia.” Le disse il Lupo con la voce più sottile che poteva.

“Che testa grande che hai mamma…” Disse sempre più dubbiosa la bambina.

“Sono i brutti pensieri per questa lunga malattia. Vieni più vicino lasciati abbracciare.” Le disse il Lupo.

La bambina si avvicinò e il Lupo con un balzo le fu sopra inghiottendola intera.

Tutto soddisfatto con la pancia piena uscì in strada.

Gli abitanti vedendo un Lupo uscire da una casa capirono subito che doveva essere successo qualcosa di brutto e con pale e forconi si misero ad inseguirlo.

Appena lo ebbero catturato gli aprirono la grossa pancia dalla quale uscirono fuori spaventate ma vive, la mamma e la bambina.

La madre guarì e dopo qualche giorno la bambina fece ritorno a casa dalle sorelle che l’aspettavano preoccupate ma lei, con un sorriso compiaciuto disse: “Io ce l’ho fatta!”

Barbara Lachi from: ITALO CALVINO, Fiabe Italiane, (prima edizione 1956), Edizioni Oscar Mondadori, Milano 2002. Titolo: Il lupo e le tre ragazze, N°26 vol. I; da: ARRIGO BALLADORO, N°6 El loo e le tre putèle, in Due fiabucce popolari veronesi, da “Giambattista Basile” IX (1905)

La fiaba è stata scritta da Barbara Lachi che ha utilizzato come fonte principale la raccolta Fiabe Italiane di Italo Calvino. Le versioni di Barbara Lachi sono nella maggioranza dei casi la riscrittura, al fine di evitare problemi dovuti ai diritti d’autore, ma molte delle fiabe hanno subito vere e proprie modifiche nell’andamento e nei finali.