Racconti
Ovest Europa

La Bambina e l’ Orchessa

level 1
Difficoltà *

Riassunto: Una bambina va a trovare la nonna, che però è stata mangiata da un’Orchessa. La bambina, lungo il viaggio è gentile con il fiume e con un cancello. Giunta dalla nonna si accorge dell’inganno e scappa. La gentilezza viene ricompensata con l’aiuto da parte del fiume e il cancello.

C’era una volta una bambina.

Un giorno la madre le disse: “Vai dalla nonna e portale questa ampolla di olio e questi biscotti con i datteri.”

La bambina prese il cestino e si mise in viaggio. Un viaggio molto lungo perché la casa della nonna si trovava dall’altra parte del fiume Giordano, in cima ad una montagna.

Giunta al fiume la bambina chiamò: “Signor Giordano, Signor Giordano! Buongiorno, può essere così gentile da lasciarmi attraversare?”

“Certo bambina se mi darai in cambio qualcuno dei tuoi biscotti!”

 Il fiume adorava i biscotti con i datteri che condivideva sempre con gli amici pesci. La bambina gettò i biscotti in acqua e il fiume li fece vorticare nei suoi gorghi prima di inghiottirli.

Soddisfatto abbassò le proprie acque facendo passare la bambina che proseguì il viaggio.

Cammina, cammina giunse ai piedi della montagna. Un grande cancello le impediva di proseguire. “Buongiorno signor Cancello sarebbe così gentile da farmi passare?”.

“Certo bambina se in cambio mi darai un po’ di quel tuo olio…”

I cardini del cancello, infatti, erano molto arrugginiti, essendo il cancello talmente antico, da essere lì ancor prima che nascesse la montagna.

La bambina unse i cardini con cura, le ante si aprirono senza più gemere, lasciandola passare.

Cammina, cammina giunse in cima alla montagna, dove era la casa della nonna.

La pecora della nonna brucava tranquilla, vedendo la bambina sollevò la testa è belò:

Dietro la porta c’è un’Orca: brutta, pelosa e sporca!

La bambina sentì un brivido ma lo stesso bussò.

“Entra pure…” si sentì rispondere.

La voce apparteneva davvero a un’Orchessa che si era appena mangiata la nonna in sol boccone. Della povera vecchia, non restavano che i denti e le orecchie che bollivano in due grosse pentole sul fuoco.

Porte e finestre erano state chiuse, la piccola casa era avvolta dall’oscurità appena rischiarata dalla brace del fuoco.

La bambina entrò. In quella penombra non riusciva a distinguere bene ma, quella nel letto non le sembrava la nonna.

“Ti ho portato l’olio e i biscotti” le disse strizzando gli occhi e cercando di distinguerne i contorni ma l’orca, si nascondeva tra le coltri e le coperte.

“Li mangiamo insieme?”

“No, io non sto bene e sono stanca, ma a te ho preparato qualcosa di caldo, ti ho lasciato tutto sul fuoco. Mangiala a vieni a letto.”

La bambina sollevò i coperchi e guardò nelle pentole quelle strane cose bollire; ma quello che vide non le piacque affatto: “Mi sa che neppure io ho fame…” Disse la bambina.

“Brava Bambina!” Belò la pecora che brucava nell’orto sotto casa.

“Allora vieni a letto.” Disse l’Orca perentoria. La bambina si tolse i vestiti e si infilò nel letto, sotto le coperte sentì quel grosso corpo ricoperto di peli… Possibile che sia la nonna? Si domandava dentro di sé.

Un po’titubante chiese: “Nonna non offenderti ma le tue braccia sono tanto pelose.”

“È perché non sono stata bene, sempre chiusa qui al buio.”

La bambina toccò la pancia e anche questa era coperta di pelliccia. “Nonnina anche la tua pancia è molto pelosa.”

“È perché è stato tanto freddo quassù in montagna, che la mia pancia si è riempita di peli per tenermi al caldo.”

La bambina sempre più perplessa si accorse che la nonna adesso aveva anche un enorme coda e capì che quella sdraiata accanto a lei doveva essere un’orchessa.

“Sai nonna penso di non poter dormire se prima non faccio la pipì.”

“Va bene.” Disse l’orchessa: “Ti legherò questa corda e ti calerò di sotto. Quando avrai finito chiama ed io ti tirerò su.”

“Va bene Nonna.” Appena la bambina si trovò fuori, si sciolse la corda e la legò intorno alla pecora che belò:

Dietro la porta c’è un’Orca: brutta, pelosa e sporca!

La bambina si mise a correre a perdifiato.

Passarono dieci minuti e l’orchessa pensando fossero sufficienti a fare qualunque cosa la bambina avesse avuto bisogno di fare le chiese:

“Hai finito?” Nessuna risposta.

“Hai finito?” Chiese una seconda volta.

La pecora belò in risposta:

Dietro la porta c’è un’Orca: brutta, pelosa e sporca!

“Finito o non finito ti tiro su e ti mangio!” Disse l’orchessa.

Ma a salire non fu la bambina ma bensì la pecora, la bambina invece, correva a più non posso giù per la montagna.

Appena l’orchessa si accorse di essere stata raggirata si mise ad urlare dalla finestra: “Chiuditi cancello! Chiuditi non farla passare!” Intimava l’orchessa con voce tuonante.

“Una bambina tanto gentile, certo che la faccio passare!” Rispose il cancello per nulla intimorito.

La bambina oltrepassò il Cancello che si chiuse dietro di lei.

L’orchessa intanto aveva iniziato a correrle dietro gridando e sbraitando: “Giordano, Giordano! Non farla passare!” “Una bambina tanto gentile, la lascio passare eccome!” Rispose placido il fiume che di nuovo abbassò le acque permettendo alla bambina di attraversare, per poi tornare a scorrere impetuoso. L’orchessa, inveiva tutta rossa dalla rabbia, ma la bambina era ormai al sicuro dall’altra parte e saltellando tornò a casa.

BARBARA LACHI, from ITALO CALVINO, Fiabe Italiane, (prima edizione 1956), Edizioni Oscar Mondadori, Milano 2002. Titolo: La finta nonna N°116 vol. II; da ANTONIO DE NINO 12, L’Orca, L’Aquila, 1883

La fiaba è stata scritta da Barbara Lachi che ha utilizzato come fonte principale la raccolta Fiabe Italiane di Italo Calvino. Le versioni di Barbara Lachi sono nella maggioranza dei casi la riscrittura, al fine di evitare problemi dovuti ai diritti d’autore, ma molte delle fiabe hanno subito vere e proprie modifiche nell’andamento e nei finali.