Fiabe
Ovest Europa

Invito di nozze

level 1
Difficoltà *

Riassunto: Un giorno Gallo Cristallo riceve l’invito alle nozze di Volpe. Messosi in viaggio incontra una serie di personaggi anch’essi invitati alla festa. Per verificare l’effettivo invito viene consultato di volta in volta la lettera ricevuta. Fino a giungere tutti insieme al luogo delle nozze, dove ad attenderli c’è la futura sposa Volpe.

C’era una volta un gallo di nome Cristallo. Una mattina trovò nella cassetta della posta l’invito al matrimonio di Volpe.

Egregio Signor Gallo siete invitato al ballo.” (…)

Il biglietto proseguiva, ma Gallo Cristallo che non voleva perdere tempo preparò le proprie cose e si mise subito in cammino.

La casa di Volpe, infatti, era assai lontana e il viaggio si prospettava lungo.  Con il biglietto in tasca Gallo Cristallo tutto impettito partì.

Fatti pochi passi incappò in Gallina. “Dove vai di bello mio caro Gallo?”

“Di bello vado al ballo.”

“Posso venire con te?” Chiese Gallina.

“Aspetta guardiamo cosa dice l’invito”, disse Gallo e con gesto teatrale prese il biglietto lo aprì e lesse:

Egregio Signor Gallo siete invitato al ballo,
portate con voi la Signora Gallina, partite presto di mattina.” (…)

“A quante pare sei anche tu nell’invito.”

“Bene!” Disse Gallina e indossata la collana di perle si mise a fianco del Gallo che riponeva il biglietto in tasca.

Cammina, cammina giunsero vicino ad un convento.

Nel chiostro si aggirava Oca Badessa. Vedendoli sollevò la testa e disse: “Buongiorno amici cari, dove andate così eleganti?”

“Al matrimonio di Volpe.”

“Posso venire anch’io?” Chiese Oca che non si perdeva mai certe occasioni. Il Gallo prese il biglietto e solennemente lesse:

Egregio Signor Gallo siete invitato al ballo,
portate con voi la Signora Gallina, partite presto di mattina.
L’onorata presenza mi sia concessa della sfolgorante Oca Badessa.” (…)

Oca lusingata da tali parole prese l’ombrello e disse: “Andiamo presto non possiamo far aspettare la nostra amica!”

E tutti e tre si rimisero in viaggio. Conversando del più e del meno trotterellavano per i sentieri del bosco, lungo un ruscello e su e giù per le colline finché giunsero a casa di Gatta che distesa al sole si leccava il folto e lucido pelo. “Buongiorno amici miei, non vi aspettavo ma siete i benvenuti, accomodatevi prego…” miagolò gentilmente la gatta.

“Non possiamo fermarci in verità siamo solo di passaggio stiamo andando al matrimonio di Volpe.”

” Davvero?” Disse Gatta “…E potrei venire anch’io?” Gallo Cristallo prese il biglietto e con enfasi rinnovata lesse:

Egregio Signor Gallo siete invitato al ballo,
portate con voi la Signora Gallina, partite presto di mattina.
L’onorata presenza mi sia concessa, della sfolgorante Oca Badessa.
Della gatta la partecipazione è richiesta: perché si possa dire che sia una vera festa!” (…)

Gatta onorata e felice chiese qualche minuto per prepararsi e presi borsa e cappello si unì alla vivace comitiva. Fatti altri pochi passi vennero quasi travolti da un cane che come un matto correva a destra e a manca.

“Cane Levriero!” Gridò Gallo spazientito cercando di togliersi dalle piume iridate la polvere sollevata e guardando torvo quel cucciolo troppo cresciuto.

“Scusatemi tanto, non vi avevo visti cari amici. Dove andate così eleganti?” “Andiamo al matrimonio di Volpe…” miagolò la Signora Gatta, leccandosi il pelo per sistemarsi.

“Posso venire anch’io? Ci terrei così tanto, Volpe è una cara amica che mi spiacerebbe proprio mancare.”

“Vediamo subito!” Disse Gallo Cristallo che aveva riacquistato il proprio aplomb e preso nuovamente il biglietto, trasse un lungo sospiro e tutto d’un fiato lesse:

Egregio Signor Gallo siete invitato al ballo,
portate con voi la Signora Gallina, partite presto di mattina.
L’ onorata presenza mi sia concessa, della sfolgorante Oca Badessa.
Della gatta la partecipazione è richiesta: perché si possa dire che sia una vera festa!
Portate con voi il mio amico sincero, il gentile Cane Levriero” (…)

“Cosa vi avevo detto siamo molto amici…”, disse tutto felice e scodinzolante Cane Levriero. “Sapevo che non poteva essersi dimenticata di me.” Preso l’elegante bastone di ebano, Cane Levriero si unì alla comitiva.

L’allegra compagnia si rimise in marcia e cammina, cammina, giunsero vicino ad una grande quercia dove un asino brucava l’erba.

“Che bella comitiva, esclamò vedendoli, dove andate di bello?”

“Al ballo!” Rispose Oca badessa. “Al ballo? Uh che bello!”

“Già, si sposa Volpe.” Aggiunse ancora Oca Badessa.

“Vorrei tanto venire anch’io, credete possa essere possibile?” Domandò timidamente Asino.

“Controlliamo nell’invito!” Disse Gallina guardando Gallo Cristallo, che già si predisponeva a consultarlo quasi fosse un oracolo. Tutti si voltarono ad ascoltare con le bocche aperte in attesa.

Gallo si schiarì la voce e lesse con enfasi guardando ora l’uno ora l’altro via via che li citava:

“Egregio Signor Gallo siete invitato al ballo,
portate con voi la Signora Gallina, partite presto di mattina.
L’ onorata presenza mi sia concessa, della sfolgorante Oca Badessa!
Della gatta la partecipazione è richiesta: perché si possa dire che sia una vera festa!
Portate con voi il mio amico sincero: il gentile Cane Levriero.
Di certo Asino non può mancare perché mi condurrà all’altare.
Io vi aspetto nel mio rifugio venite presto senza indugio!”

Concluse Gallo sorridendo compiaciuto verso i suoi amici.

“Presto, presto, avete sentito cosa dice Volpe, ci sta aspettando!”

Volpe, velo in testa e fiori in mano, infatti non stava in sé dall’impazienza e scrutava continuamente l’orizzonte nella speranza di vedere spuntare gli amici. Le campane già stavano suonando quando infine ecco comparire la testa dell’asino, quella del cane, la cresta del gallo, il lungo collo dell’oca, la gatta e la gallina.

“Non manca nessuno!” Disse Volpe: “Possiamo cominciare!” Le nozze furono celebrate e tutti risero e danzarono fino a notte fonda!

BARBARA LACHI from:
SEBASTIANO VASSALLI, Fiabe Romagnole e Emiliane scelte da Elide Casali (prima edizione Oscar Narrativa febbraio 1986), Edizioni Oscar Mondadori, Milano 1999. Titolo: Il gallo che andava a nozze da O. TREBBI- G. UNGARELLI, Costumanze e tradizioni del popolo bolognese, Bologna, Forni 1976 ristampa anastatica dell’edizione bolognese del 1932 “Le favole”.
ITALO CALVINO, Fiabe Italiane, (prima edizione 1956), Edizioni Oscar Mondadori, Milano 2002. Titolo: Gallo Cristallo, N°98 vol. II; da: ANTONIO GIANANDREA, Novelline e fiabe popolari marchigiane, N°5, Le nozze de Treddici’. Jesi 1878) in “Biblioteca delle tradizioni popolari marchigiane

La fiaba è stata scritta da Barbara Lachi che ha utilizzato come fonte principale la raccolta Fiabe Italiane di Italo Calvino. Le versioni di Barbara Lachi sono nella maggioranza dei casi la riscrittura, al fine di evitare problemi dovuti ai diritti d’autore, ma molte delle fiabe hanno subito vere e proprie modifiche nell’andamento e nei finali.