Fiabe
Ovest Europa

Greta

level 1
Difficoltà *

Riassunto: Una fanciulla viene ceduta dalla madre ad una strega per aver salva la propria vita. La fanciulla viene messa all’ingrasso dalla strega che vuole mangiarsi la ragazza ben pasciuta. La bambina però è sveglia e getterà nel forno la strega.

C’era una volta una famiglia molto povera talmente povera che il cibo non bastava per uno figuriamoci per tre.

I genitori così pensarono che se avessero portato la loro bambina Greta nel bosco forse si sarebbe potuta sfamare mangiando le bacche e i frutti che la natura generosamente mette a disposizione.

Così una mattina di buon mattino uscirono tutti e tre dalla loro misera capanna e si incamminarono nella foresta.

Il sole splendeva e non si era mai vista una giornata più bella.

Al limitare del bosco un bellissimo prato mostrava piante e radici prelibate.

“Tu raccogli queste”, dissero i genitori, “noi intanto andiamo a raccogliere la legna.” Così dicendo si allontanarono lasciandola sola.

La ragazzina si mise a raccogliere erbe e radici, appena ne ebbe raccolte abbastanza da riempire il suo cesto si mise ad aspettare i genitori che però non fecero ritorno.

Dapprima ne fu spaventata e quasi le veniva da piangere, ma essendo una bambina coraggiosa si guardò intorno e visto un tronco cavo ci trovò riparo e per cena mangiò le radici e le piante raccolte.

Al sorgere del sole Greta si mise nuovamente a raccogliere le radici in quel campo sterminato e ne riempì nuovamente il cesto.

Poi si mise ad attendere il ritorno dei genitori.

Tuttavia come la sera precedente nessuno venne a prenderla e così fu costretta a cercare riparo nel tronco.

Un po’ sconsolata mangiò le radici che aveva raccolte poi, esausta si addormentò.

Il mattino successivo di buonora, Greta cominciò ad esplorare il campo in cerca di qualcosa da mangiare quando vide un bellissimo fungo che sembrava un orecchio.

Si mise a tirarlo con tutta la sua forza.

Tira, tira ne venne fuori una vecchia.

“Ah! Birbante così sei tu che raccogli le erbe e le radici dal mio prato! Lo sai che non è permesso! Sono tutte mie!” Diceva la vecchia sbraitando mentre strattonava la povera Greta.

“Mi perdoni, non la sapevo! Avevo fame e ho preso solo qualche radice…” Cercava di scusarsi la bambina.

Alla vecchia tuttavia, quelle giustificazioni non importavano e cominciò a trascinarla verso la foresta per certi oscuri sentieri finché arrivarono davanti ad una graziosa casetta nascosta tra gli alberi.

La vecchia che non aveva mai smesso di inveire per quelle poche radici raccolte, mise Greta in una stia.

“Visto che ti sei mangiata le mie radici, io mi mangerò te!” Disse la vecchia che in realtà era una strega.

“Ma dovrò farti ingrassare un po’!” Continuò dopo averla soppesata, “perché io abbia qualcosa di più di qualche scarno ossicino da sgranocchiare.”

A Greta quasi si fermò il cuore per lo spavento ma cercò di farsi forza e di pensare ad un modo per fuggire.

Ogni giorno la strega le portava manicaretti per farla ingrassare e Greta pur sapendo che servivano solo a renderla più appetitosa non riusciva a non mangiarli perché erano i cibi più squisiti che mai avesse mangiato nella sua vita.

Passarono le settimane e alla fine la strega decise che Greta aveva raggiunto il peso giusto e la fece uscire dalla stia.

“Oggi prepariamo il pane”, le disse, “mi aiuterai ad impastarlo e cuocerlo.”

“Va bene.” Rispose Greta che vedeva in questo, l’opportunità di salvarsi.

La strega intanto andò a prendere la legna lasciando Greta ad impastare.

Acceso il fuoco nel forno si mise ad armeggiare tra pentole e padelle cercandone una bella grande che potesse contenere quella ormai paffuta bambina.

“Vieni qui, porta il pane infornalo!” Le disse la strega.

“Non l’ho mai fatto, non so come si fa!” Rispose la piccola Greta.

La strega indispettita aprì il forno, voltando con stizza le spalle alla giovane, la quale presa la rincorsa spinse la vecchia con tutta la forza che aveva dentro il forno e rapida ne chiuse lo sportello!

Ormai salva, Greta andò a cercare i suoi genitori per condurli in quella casetta, divenendo così i padroni del prato.

Barbara Lachi from: ITALO CALVINO, Fiabe Italiane, (prima edizione 1956), Edizioni Oscar Mondadori, Milano 2002. Titolo: La vecchia dell’orto, N°181 vol. III; da: GIUSEPPE PITRÉ, N°20 La vecchia di l’ortu, raccontata da Elisabetta Sanfratello, in Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani (4 voll.) Palermo, 1875

La fiaba proposta da Calvino ha un inizio differente, molto simile alla nostra “Prezzemolina”, mentre il finale ricorda in tutto e per tutto la fiaba di Hansel e Gretel, per questo motivo ho modificato l’inizio per creare una variante del racconto dei Grimm.